Sistemato il sistemabile, è tempo di dare un vero kickstart a questo blog. Molte sarebbero le cose da raccontare già in questi due giorni, in cui ho percorso diecimila chilometri e ho stretto decine di mani, per cui è bene cominciare per tempo.
Mentre guardo dalla mia finestra il cielo è di un blu elettrico, quasi irreale. La calura giornaliera sta delicatamente lasciando il posto ad una sera che si preannuncia (al solito) fresca e ventilata. Presto scenderò a caccia di cibo e di un fax, nella speranza di non fare confusione e di non faxare uno stufato al curry al Dipartimento Relazioni Internazionali.
Appena giunto a San Francisco, dopo SOLE 13 ore di volo mi sono avviato, armato delle mie valigione pesantissime, verso il BART (Bay Area Rapid Transit). Lì ho subito avuto modo di incontrare alcuni figuri caratteristici, e nella fattispecie:
- un energumeno baffuto sulla cinquantina curiosamente somigliante al poliziottone dei Village People che insisteva nel darmi indicazioni stradali, innanzi alle quali sorridevo benevolmente evitando di dargli troppa corda;
- una simpatica vecchina conosciuta in treno che si è offerta di portarmi in macchina (!) fino all’International House visto che le mie valigie erano piuttosto pesanti. Offerta che ho candidamente accettato, visto che sembrava la signora Fletcher un po’ invecchiata.
Sono quindi arrivato in questo grande studentato, popolato per metà da studenti internazionali dai quattro angoli del mondo. Qui, tra un caffè ed un pasto luculliano, ho conosciuto alcuni dei miei nuovi amici, tutti nelle mie stesse condizioni, che spero vorranno condividere questa esperienza con me anche oltre la prima settimana
Le stanze sono piccole ma tutto sommato accoglienti, la cucina è ottima e lo spirito di comunità forte.
Quest’oggi, approfittando delle mie prime otto ore di sonno filate in quattro giorni, ne ho approfittato per mettere una pietra sopra ad alcune commissioni doverose: oltre all’acquisto di un cellulare americano, occorreva anche aprire un conto in banca e ritirare la tessera universitaria. Ma di cose da fare ne ho ancora parecchie, prima che lunedì si inizi a ballare per davvero, so to say.
More to come soon.
P.S: mi spiace per quanti hanno commentato e non hanno visto subito pubblicato il loro commento. E’ un problema di WordPress, che richiede per ogni commento una mia moderazione; tuttavia commentando una seconda volta con le stesse credenziali non dovrebbe succedere.
figa la signora fletcher!! boia tu hai tutte le fortune
Fortuna?? Ma se ogni volta che la signora Fletcher è in paese ci scappa sempre il morto!!
Io non avrei accettato il passaggio dalla sua sosia!!