Percorso da elettricità, non posso urlare. Nè posso ululare a questa luna sempre più grande e luminosa che mi implora di fare qualcosa; ed io non posso. Così, d’un tratto, sono di nuovo quel ragazzetto quattordicenne che faceva dei sogni la sua unica verità, contro un mondo che – così gli pareva – gli si stava chiudendo addosso.
Ormai ventitrè, mi dicono. Io temo invece che in realtà non si cresca mai.