Ditemi, come si sta dal vostro lato dello specchio?
Qua è un Limbo senza fine, sapete. Viene un momento in cui noi tutti, prima o poi, dobbiamo scegliere la nostra vita. Possiamo decidere di imbrigliarla e spingerla ai massimi livelli, o possiamo godercela senza impegno; possiamo darci alle grandi emozioni o alla tranquilla routine, scegliere una vita alla luce del sole oppure vivere relegati nelle ombre. Tutto questo comporta una scelta, consapevole o inconsapevole che sia. Ma io presi la più folle delle decisioni: non scelsi. Come un uomo che, davanti ad un bivio, invece di imboccare una delle due biforcazioni si siede e aspetta. Un Vladimiro o un Estragone ante litteram, se volete, in attesa di un Godot che probabilmente non arriverà mai. Ed eccomi qua. Sapete come ci si sente eternamente sospesi? Io fluttuo etereo, inconsistente come una nube, e la percezione che si ha di me è quella di una persona dispersiva e, più in generale, dispersa. Sono ovunque e virtualmente tutto è alla mia portata, ma non ho ancora la risoluzione d’animo che occorre per lasciare un segno.
Spero solo di trovare la forza, un giorno, di mandare quel maledetto vetro in frantumi e raggiungere il luogo, le persone, la vita che mi spettano. Non avete visto che un millesimo di me, e non vedo l’ora di potervi mostrare tutto il resto.
Dicembre 2006